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Sono giorni stanchi quelli che sto, faticosamente, portando a termine. I crampi arrivano quasi sempre nel momento meno opportuno, le palpebre diventano macigni che invocano il tanto agognato riposo… Che fare?… Immaginare… È in mio potere… C’è una donna che mi osserva dall’altra parte della finestra… La conosco? Credo di sì… Ha lo sguardo spento, il viso pallido e le rughe sembrano crepe profonde da evitare, lei è lì ferma, da quanto tempo?… Forse ore, più probabilmente, giorni. E l’anima? Trasmette qualcosa? Su quale frequenza è sintonizzata? Etere.. Etere… Bianco e nero… Una stazione radiofonica old style trasmette musica jazz, ma la donna non balla… E il cuore batte?… Ci vuole fede, lo dico sempre che è tutto o quasi una questione di… Jazz… Eppure la donna dovrebbe dare un segno che certifichi il suo status di essere umano, ma niente, lei è immobile, è una natura morta. Non posso fare nulla, la stanchezza è tale che a malapena riesco a stare in equilibrio sulle mie gambe… Vorrei attraversare la finestra per accertarmi che lei stia bene, ma il passaggio mi è precluso. Sbatto gli occhi e guardo a terra, il pavimento è a scacchi, una parola si affaccia nella mia mente: Dualità. È tutto racchiuso in quelle sette lettere… Seth!… Ecco il nocciolo della questione, dèi, divinità… Entità superiori che lamentano una poca empatia per la vita, arroccati sul loro trono si fanno beffe della loro più geniale invenzione, l’uomo. Imperfetto, per difetto loro, che arrivati quasi alla fine del processo di creazione si sono accorti che stavano mettendo sul mercato del mondo un prodotto che poteva competere con loro…

Bisogna avere fede, qualunque essa sia, qualunque forma lei abbia… Può essere dolce o amara (oh toh, la dualità), può essere… Che un mattino, al risveglio, quando le prime luci del sole fanno capolino, l’atavica paura di vivere evapori nell’etere, e da quell’istante, che sarà per sempre eterno, un nuovo fiore, unico nel suo genere, inizi a sbocciare.


“Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni” esclamò Frodo. “Anch’io” disse Gandalf “come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato.” ( J.R.R. Tolkien)

Buxus alla deriva… E mi piace assai.

Attimi effimeri di pensieri rotolanti di un’estate che è oramai alle spalle…

Volgo lo sguardo verso l’enorme gru gialla che sovrasta il cielo… Chiacchiere indistinte di distinti gentiluomini riecheggiano nell’aria… “Bella la Borgogna, dove è posizionata rispetto alla Provenza?”… Chiede uno dei due gentiluomini… Forse è il caldo martellante di questi giorni ansiosi, ma nella mia testa c’è un po’ di confusione, più del normale… Direi un 20% in più… Nozioni che generano azioni convulse, da cui scaturiscono parole che escono dalla mia bocca e si perdono nell’etere… Non faccio nemmeno in tempo a carpirne il significato, che già scompaiono, inghiottite, forse, dall’enorme gru gialla… Eh già… La gru… Che è gialla… Chakra… Giallo… Conosciuto anche come chakra del plesso solare, viene definito il centro del potere. Le parti del corpo associate a questo chakra sono il sistema muscolare, la pelle, il plesso solare, l’intestino crasso, lo stomaco, il fegato, gli altri organi e ghiandole situati nella regione del plesso solare… Vista… Come quella che ho dinnanzi a me… Ne felice, ne infelice… Neutro… Accipicchia, sono un neutro… ne… Io sono poco incline ad una deriva esistenziale che metta in dubbio il mio status di ominidus bicefalus bipedus squinternatus… Mi piace essere me, in tutta la mia totalità, fatta di prese di posizione che la maggior parte delle volte mi fanno dire e pensare, amare, sognare, viaggiare, ma anche incazzare, lamentare, sbuffare, insomma tutte quelle emozioni in are… Ah anche centellinare… Canticchiare… Brontolare… Vabbè basta!...

Ora che mi sovviene… Ma la gru gialla, quella enorme che sovrasta… Che peso specifico ha?… Ma soprattutto; la Borgogna è posizionata meglio della Provenza? Boh chi lo sa… Quello che so è che: Fa un caldo bestiale, ho deciso chiedo asilo politico al frigoriferoTanto peggio di così…

Conclusione

Oggi è domenica, piove tantissimo e fa freschino… Sono uscito per un caffè veloce e fare un po’ di spesa… Ora vegeto tra il divano e la cucina… E se guardo fuori dalla finestra la Gru Gialla non c’è più.

L’asciugatrice, le scarpe e l’albero…

“Forse i tempi sono fuori sincrono e i congiuntivi lacrimano parole senza senso. Forse il concetto non fa neanche mezza idea… Ma se il cuore è saldo, riesce a guardare oltre l’orizzonte.”

L’asciugatrice fa il suo giro, fa rumore, le scarpe al suo interno sbattono ad un ritmo continuo, io sono sdraiato sul divano ed osservo la scena… Il display dice che manca ancora 1 ora… Esco in terrazza e mi accomodo sulla sedia, guardo giù di sotto, il parcheggio è vuoto c’è solo una macchina, la mia. Il giardiniere innaffia il prato, in cielo nemmeno una nuvola. È il momento perfetto per uscire e andare a camminare… Rientro in casa guardo l’asciugatrice prendo le chiavi ed esco… L’ascensore mi porta dal primo piano al piano terra. Il palazzo è silenzioso… Chissà dove sono tutti. Apro il portone e respiro profondamente… Attraverso la strada e mi incammino verso il parco… Il mio mondo mi attende, cammino leggero con la testa libera e il cuore leggero.

L’albero, il mio personale albero, è lì che aspetta il mio abbraccio, non mi faccio pregare. Gli racconto che ultimamente dormo poco, il mio sonno è disturbato da fetenti e oscure presenze che cercano di alterare il mio equilibrio, lui, l’albero, mi dice:

“Non badare a loro, sono anime intrappolate nella griglia di mezzo. Cercano un appiglio… Tu non parlare con loro, prosegui oltre… Vedrai che se farai così si stancheranno in fretta.”

Ringrazio e saluto il saggio albero e torno verso casa…

… L’asciugatrice ha finito il suo giro, il rumore è terminato… Tolgo le scarpe… Le appoggio per terra. Solo ora realizzo che sono uscito scalzo…

Mi sdraio sul divano e il sonno sopraggiunge in un attimo… Ho una sensazione, d’ora in poi dormirò sereno…

I passi del sentiero luminoso

Siamo qui, siamo noi, ci siamo quasi tutti, manca qualcuno, sai chi è quello che non c’è?

TU!

Sei l’anello mancante, una parte di un disegno così complesso che l’uomo non può e non deve decifrare, solo ammirare, solo contemplare…

I giorni della settimana, le case dell’oroscopo con i segni zodiacali, è come un dipinto, il dipinto della creazione, che è perfezione, che è il tutto manifesto, in un mondo, quello umano, che… Beh TU lo sai giusto?

L’imperfezione come unica via, come unica soluzione all’annoso problema, non vi è ritorno da ciò che è stato stabilito all’inizio, che l’essere umano ci è inferiore, per il semplice fatto che è nostra creazione, plasmato nelle menti di chi siede e presiede questa assemblea. Ognuno di noi ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un qualcosa, un tassello per ognuno di noi, da mettere nell’insieme di una creatura imperfetta e con ben poco di divino: L’UOMO.

Inutile ora rivangare gli errori commessi, inutile ora parlare di questo e di quello che non funziona, realtà che incontrano realtà, informazioni che si mescolano con altre informazioni, confusione a tutti livelli, c’è troppa linearità bella vita dell’uomo, c’è troppa e bisogna togliere la R per poter dare un barlume di speranza a questa versione di noi stessi.

Perché abbiamo deciso di fare le cose in questo modo? Oh TU lo sai, anche se i ricordi sono un po’ confusi ed ancora in divenire, TU eri lì, eri già stato tradito una volta, stavi per essere tradito di nuovo, promessa non mantenute, generano grandi tumulti, vendette, tremende vendette.

Esilio forzato nel deserto di un luogo che con il tempo hai potuto chiamare casa. Ma ti è costato molto tutto ciò, il prezzo da pagare è stato altissimo, così come altissimo sul trono eri tu ai tempi della tua gloria. Ricordi quei giorni? TU ci hai messo la faccia e te ne siamo grati!!

Quel posto lontano che per te era casa viveva tempi di incertezza, la corte del re era piena di cupidigia, il re troppo debole e poco propenso all’azione, i principi stavano cadendo in disgrazia, serviva l’azione, serviva qualcuno che avesse il coraggio di osare, di prendere l’iniziativa, così è stato che un principe ha dato inizio alla ribellione e salito al trono voleva cambiare il fato del suo popolo, che poi è il fato stesso della creazione, perché diciamocela tutta, Sodoma e Gomorra era una litigata tra adolescenti in confronto a quello che stava succedendo a quei tempi alla corte del re…

Stiamo saltando un po’ qua è un po’ là vero? La storia non è lineare e TU lo sai, proprio TU che dal tuo pianeta hai ATTRAVERSATO innumerevoli insidie, pericoli di cui nemmeno tu eri a conoscenza, solo per arrivare su un pianeta, risorto da poco a nuova vita, solo da poter chiamare casa e per un po’ così e stato, quanti ricordi!!

Ma ora che tutto questo è stato, che il processo è in atto, direi irreversibile, sei pronto a tornare a noi?

Un’ultima cosa, tu che hai fatto quello che hai fatto, che sei stato esiliato, che sei stato spogliato del tuo trono, che hai compreso quale senso è il senso giusto, che sei tenuto così tanto che i tuoi avversari si scansano ed evitano la sfida, che custodisci segreti che possono fare male, sei stato altissimo sul trono e che ora non cerchi un trono perché hai trovato alleati sinceri con cui condividere e vincere le guerre, sei pronto a tornare con noi?

TU che riconosci chi è meritevole e chi invece porta con sé intenzioni poco sincere. TU che hai sperimentato su di te tutte le imperfezioni dell’essere umano, non sei stato il primo a farle eh, ma a differenza di altri sei andato fino in fondo, come un abile giocatore, hai scoperto il bluff che si cela dietro a questo gioco secolare della vita.

Ora i tempi sono i tempi che da sempre stavi aspettando, nuovi alleati all’orizzonte, vecchi amici di ritorno per rinsaldare per sempre i legami. Saluta chi devi salutare, ricorda chi va ricordato, accendi la fiamma che scorre in te, indossa vestiti comodi e prendi gli attrezzi adatti a ciò che dovrai fare, porta con te le emozioni del tuo passato, sia quelle belle, sia quelle brutte (ah la dualità!).

Ricorda, IL PASSATO È IL FUTURO, quanto al presente, beh quello esiste perché è il ciambellano degli altri due e deve fare la sua parte.

TU, ah che bello ritrovarti ora, che gioia averti con noi, io che di questo consiglio sono in questa sacra occasione il fortunato ed onorato oratore, ti porgo i miei più sinceri saluti, e quelli del consiglio intero. Prima della conclusione di questa comunicazione ho solo una domanda da porti… Ricordi il TUO NOME?

La storia… come fu.

Ora vi svelo un piccolo segreto, che in realtà tanto segreto non è, e nemmeno piccolo, oh che poi ancora devo comprendere fino in fondo questo concetto del costudire un segreto… Caspita sto divagando senza meta, un po’ come i due fratelli che, con la complicità dell’ultimo sacerdote di Anubi ancora in vita, fondarono Sparta… Ecco lo sapevo, lo sto facendo di nuovo, sviare… Non rispondere a nessun tipo di domanda… Ma davvero, sono sincero, io e le regole siamo due galassie molto diverse, soprattutto quando cercano di impormi un qualcosa che puzza di marcio da farmi stare male… Vi devo mettere al corrente del fatto che è un periodo in cui mi sento a bordo di un ottovolante che va su e giù… Ed io mi sento in balia di un’energia, ecco sì, che non mi appartiene… “Uomini liberi… Veniamo al mondo come tali… Ma un attimo prima di atterrare nel mondo reale, succede che una forza oscura e sinistra ci fa prigionieri e distrugge il nostro personale puzzle… E così noi, poveri sciocchi, passiamo la vita a cercare di ricomporre il puzzle… Quasi sempre senza riuscirci.”. Ma tornando ad altro che non c’entra nulla con le ultime righe che ho scritto, sapete quale è il principio da cui si può ricavare tutto e ricordare i rapporti di tutto? Ma è ovvio: LA SEMPLICITÀ! Eppure… Ci facciamo sfuggire l’ovvio per abbracciare il complesso e complicato meccanismo di una società fallacia e corrotta… Da che ho memoria è sempre andata in questo modo!… Ma prima che me ne dimentichi, all’inizio parlavo o meglio scrivevo, di un piccolo segreto… Ora ve lo dico:

… All’alba Anubi diceva loro:

“Il bastone rappresenta la vostra vita e la colla l’energia di cui disponete. Costruite il simbolo della vita. Io tornerò al tramonto. Chi avrà costruito il simbolo esatto, avrà la notte per spiegarmelo, gli altri verranno mandati via. Chi mi saprà dare le giuste spiegazioni, domani sarà il mio sacerdote.”

Ecco spiegato il mio piccolo segreto, SEMPLICE vero? No? Ma come a me sembrava di sì…

Vabbè… Forse non è così… Oh ma lo sapete che i Dioscuri erano irrispettosi di tutto e di tutti? E proprio grazie a questo hanno fatto la storia di Sparta…

Come fu…

Rotolando verso Sud

Pilade, il re dei cani, ha fatto un bruttissimo sogno, c’era suo fratello gemello Saimon l’usurpatore, che dal suo trono di ossa e bastoncini lo denigrava davanti ad una platea che se la rideva di gusto. Al mio risveglio l’ho trovato sul divano in uno stato d’animo pessimo.

Ora, io voglio bene a Pilade, ma di un bene che non si può quantificare, e vederlo in quelle condizioni mi si spezza il cuore.

Come avevo scritto nel precedente blog, che si è smaterializzato da solo… Il mio Pilade era l’erede al trono di Doglandia, ma Saimon si è comprato tutto il palazzo reale e con una mossa degna del peggior uomo lo ha estromesso, non solo dal suo ruolo di re, ma anche da Doglandia!!!

Sono oramai 5 anni che vive con me, è un amico ma che dico, un fratello!!!

Pilade ha un animo nobile, e un cuore d’oro. Pensate che mi vuole un mondo di bene nonostante io, e non capisco perché, gli ricordi suo fratello…

Ma tornado al qui e ora, dopo un’abbondante colazione una doccia rigenerante, io e Pilade, approfittando dell’assenza di Draghetto che era in gita al Pizzo del Cuoppo, siamo andati al parco. Lì si è sfogato correndo come un forsennato per più di un’ora.

Adesso è qui accanto vicino a me nel prato e dorme beatamente, ogni tanto sbuffa, ma ha lo sguardo sereno di chi è in pace con il mondo… E forse sta sognando la vendetta perfetta… Chi lo sa, lo sapremo solo vivendo!

Continente vivo, Desaparecido, sono qua, Sotto un cielo avorio sotto nubi porpora. Mille fuochi accesi mille sassi sulla via. Mentre un eco piano da lontano sale su… quaggiù. Un pianto lungo secoli, che non ti immagini
E polvere di polvere… di storia immobile. Sopra a un’onda stanca che mi tira su mentre muovo verso Sud. Sopra a un’onda che mi tira su. Rotolando verso Sud.

– Negrita –

Homerun

Gli è bastato chiudere gli occhi e colpire con tutta la bruta violenza che aveva in corpo la pallina per fare il primo fuoricampo. E poi via di corsa passando una dopo l’altra le tre basi del diamante con una scioltezza di chi ha ancora molte energie da sprecare. E arrivare in casa base con una scivolata… Più facile di così… E tutto con il primo colpo, non male davvero.

Homerun n° 2

Il secondo fuoricampo è stato il più complicato.

Strike uno, Strike due…

Terzo tentativo: Il cuore che pulsa all’impazzata, le mani che sudano, il corpo che freme… La mente che fa il suo, personale, gioco, e incasina i pensieri. Ma c’è da fare in fretta… Il lanciatore si sta preparando sul monte di lancio, è carico a molla. È sicuro di sé tanto che pregusta un altro Strike…

Il Battitore è disperato. Si agita come una tarantola. Sente le urla di incitamento del pubblico amico. More pressure!!

La mazza è pesante, sembra pesare quintali… La abbassa a terra, e poi inizia a disegnare dei cerchi. Sta perdendo il controllo… Ma un’istante prima di crollare succede qualcosa di inaspettato. Una voce dal nulla grida:

“Palla! Sta arrivando la palla… Ritorna in te cazzo!!!”

Il Battitore si ridesta dal suo torpore e vede il lanciatore nel momento in cui sta rilasciando la pallina. L’adrenalina prende il sopravvento in lui, si mette in posizione e aspetta l’arrivo della pallina. L’impatto con la mazza è tremendo. Lui con lo sguardo segue la traiettoria che va su su verso il cielo e poi oltre il campo di gioco per finire in mezzo al pubblico. Fuoricampo!!! Il pubblico è in estasi.

Questa volta la corsa scorre via senza troppi problemi. Ed è giusto che sia così. Con tutto quello che ha passato una bella passeggiata tra le 3 basi è puro relax.

Homerun n° 3

O per meglio dire; ad un passo dal paradiso.

Si avvicina al box di battuta con piglio sicuro, si prepara per bene aggiustandosi la casacca e il casco. Batte a terra tre volte la mazza e si mette in attesa.

Strike uno… Ok nessun problema, lo ha già vissuto. Non è un dramma.

Strike due… Perfetto è quello che voleva. È esattamente al punto prestabilito…

Lo sa che sta per arrivare il suo show.

Guarda il lanciatore, che ora è molto meno sicuro di qualche minuto fa, e questo nonostante i due Strike.

Il Battitore sorride, alza la mano sinistra e con l’indice indica un punto lassù nel vuoto della volta celeste. Il pubblico sugli spalti è in delirio!

Il lanciatore, invece, è ad un amen da una crisi nervi…

La pallina viene rilasciata potente e precisa, la traiettoria è ben definita, l’angolazione è calibrata in maniera tale che vada ad impattare la mazza del Battitore.

Una forza magnetica che attrae a sé la pallina…

Impatto!

La pallina si impenna quel tanto che basta per intraprendere la traiettoria che il battitore aveva prestabilito nella sua mente, che ora lucida e collaborativa, recita da grande attrice la sua parte.

La pallina finisce la sua parabola proprio nel luogo che il battitore aveva indicato con l’indice poco prima. Beyond the Sky.

È l’apoteosi per il Battitore. I compagni lo festeggiano. Il pubblico urla a gran voce il suo nome.

È la notte della gloria… È la partita perfetta.

.S.

“A volte mi fermo a fare una chiacchierata con il tizio che sta di fronte a me… È uno scambio di opinioni e informazioni… Sempre sincero…Ci confrontiamo su temi che spaziano la vita a 350 gradi… No no ho scritto bene… C’è sempre quel 10 lì che rimane in sospeso… Abbiamo, io e il mio interlocutore, timore di andare fino in fondo, come se… Come se… Quel 10, tale deve rimanere… D’altronde siamo dell’opinione che lungo il cammino un po’ di mistero crei quel pathos che ci permetta di avere un margine in cui… O forse sarebbe il caso di fare il giro completo, un bel 360 gradi! Si ma poi il gusto della vita sarebbe lo stesso? Non è che la noia prenda il sopravvento e, inevitabilmente, tutto diventerebbe Ovattato? Privo di quel pizzico di sale e pepe che a nostro avviso non devono mai mancare sulla tavola della vita... Questa è la conclusione a cui arriviamo sempre! Non importa quale sia l’argomento di discussione!…”

Lao Tzé disse che anche gli dèi dovevano seguire leggi logiche superiori a loro; spiegò i suoi concetti con il simbolo di Yin e Yang, in cui il cerchio del mondo è suddiviso da 2 semicerchi centrali che formano una S di colori opposti, ove all’interno della parte larga vi era un cerchietto del colore inverso (Nella vita c’è il seme della Morte; Nella Morte c’è il seme della Vita). Semplificò i simboli Yin con una linea spezzata e Yang con una linea continua…. – *

“Siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda io e il tizio che sta di fronte a me, sì, ogni tanto le nostre opinioni sono divergenti… Ma poi alla fine, quando arriva il momento di tirare le somme, concordiamo che è la stessa identica moneta quella che vediamo… Con due facce che si contrappongono…

È come un sottile ma percettibile, gioco di specchi.

* Estratto da: Sparta, la storia come fu. Edizione Andromeda.

Le frequenze del giusto consiglio

“La domanda corretta da porsi non è perché, ma PERCHÌ? se e dico se, troverai la risposta, il sottile velo che offusca il cuore dell’uomo, si dissolverà… Ma fai attenzione, la ricerca è irta di ostacoli e pericoli che non hai mai conosciuto… RIMANI VIGILE!!! Sempre all’erta, analizza tutto quello che non vibra alla tua frequenza, isolati, ma non dalla realtà che ti circonda, da tutto ciò che il tuo cuore riconosce come tossico! Segui la via dell’istinto e dell’intuizione… Ascolta il tuo respiro… Fai del tuo tempio interiore la tua dimora inaccessibile a chi vorrebbe corromperla! E tieni sempre ben a mente la domanda: PERCHÌ!!”

Isaac Kolosimo – 1373

“La musica! Oh che soave e delicata medicina naturale. Terapeutica vibrazione sequenziale di frequenze angeliche che sciolgono le tensioni della mente e del corpo! Ma fai attenzione! Non tutta la musica ha in sé queste proprietà! SII VIGILE! Sempre all’erta!! Scegli con il cuore la musica più in sintonia con te!! Frequenze di virtù senza fine!!! Ascolta… Ascolta… E poi balla!!!”

Isaac Kolosimo – 1378

Al Sorriso

Fu solo di fronte alle onde del mare che stavano ritornando al luogo che le compete che, Al Sorriso, realizzò che il suo posto nel mondo era in totale e profondo disequilibrio.

Fece un inchino al mare, che lo salutò con un’onda a forma di cuore, poi Al Sorriso si voltò, prese il suo skateboard con i razzi a propulsione ibrida e volò oltre le due colonne di bambù ultimo baluardo della vecchia vita.

Si fermò, dopo mezz’ora di tragitto, al civico 335 in Via Colli Smorti. Mise lo skateboard in modalità carica/on, in una della postazioni che trovò nel parcheggio sotto casa, poi entrò dentro la sua dimora andò in cucina e aprì il frigorifero, guardò con molta attenzione gli scompartimenti vuoti, alla fine richiuse il frigorifero e ordinò una pizza.

Dopo cena prese un foglio di carta in formato A16bis, lo infilò nella sua macchina da scrivere modello vintage della prima guerra mondiale.

Avvicinò la sedia alla scrivania e ci appoggiò sopra le sue chiappe, il morbido cuscino lo accolse con un amore che Al Sorriso conosceva bene.

Sì scaldò per bene le mani strofinandole sulle ginocchia e poi diede inizio alla sinfonia.

Tasto dopo tasto scrisse parole su parole, le frasi si componevano senza fatica. Il concetto che voleva imprimere su quel pezzo di carta, era esattamente quello che aveva pensato qualche ora prima, quando dinnanzi alle onde del mare aveva realizzato ed accettato la precarietà del suo vivere.

Quando finì di scrivere, estrasse il foglio di carta, lo osservò per qualche istante, poi lesse ad alta voce, nel vuoto solenne della sua casa, il contenuto.

“È stato in quel preciso momento che ho compreso che, il mango, se voglio gustarlo come si deve, lo devo mangiare così come è, senza nessuna aggiunta alcuna. Solo il mango e nient’altro. Quel succoso e squisito frutto della Terra è l’espressione più vera di come vivere al meglio la vita.

Semplicità!! È tutto quì il segreto meno segreto che ci sia.

Il minimo sforzo per raggiungere la massima resa.

Prendere il presente e guardarci dentro l’infinito che si rispecchia in un frutto! E che frutto! Il mango è il santa sanctorum dell’essenza primaria.

Mi ci è voluto del tempo, ah caro vecchio stupido Al Sorriso! Stai invecchiando e stai rallentando la tua visione.

Oh ti ho visto che stai sorridendo mentre leggi questa frase, ti ho beccato! Sai come ho fatto?

Ho ascoltato l’istinto che, in combutta con l’intuito, ha deciso di svegliarsi dal lungo letargo durato troppo a lungo.

Questo è il consiglio che ho da offrirti caro mio. Istinto. Intuito. Semplicità!

Regole naturali che, poche ore fa hanno fatto scattare il campanello del tuo cuore, quando tra le onde del mare hai visto il mango ed hai realizzato il tuo disequilibrio.

Ecco la lezione più importante da immagazzinare nel qui e ora, lui è la chiave di tutto, è la risposta a tutte le domande già fatte, ma soprattutto alle domande che ancora non sono state inventate.

Ricorda… Il mango va mangiato sempre e dico sempre così come è!”

Una volta terminata la lettura, Al Sorriso si alzò in piedi, piegò il foglio e lo appoggiò sulla scrivania vicino alla macchina da scrivere.

Poi andò in cucina e dal cesto in vimini vicino al lavandino prese un mango.

Il passo successivo fu quello di prendere un coltello e un piatto, poi tagliò il mango e lo mangiò lì in cucina, in piedi.

In quell’istante, mentre gustava quel frutto divino, Al Sorriso, ritrovò l’equilibrio perduto. E ringraziò l’onda del mare che lo aveva indirizzato sulla via giusta.

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